mercoledì 24 maggio 2017

PROFUMI NELL'ARIA

Profumi nell'aria
In un giardino con Dispensa
   Accadono connubi che hanno sostanza e significato: quelli che ruotano intorno al piacere e alla bellezza sono i migliori. Secondo Freud, siamo nati con questo istinto, quello del piacere che è eros sin dal principio. E in principio il piacere, il godimento massimo per un infante è l'odore della madre di cui si percepisce prolungamento, il nutrimento che da lei proviene e il ciclo si conclude ... come sappiamo e il grande medico Ayurveda Dash, scomparso nel 2015, cui si rivolgeva anche la cantante Madonna, pare sia fondamentale. Già la scuola salernitana, comunque, recitava:
Parce mero, coenato parum: non sit tibi
 vanum
Surgere post epulas: somnum fuge
 meridianum:
Non mictum retine, nec comprime fortiter
 anum.
Haec bene si serves, tu longo tempore vives

< Non esagerare col vino, né coi cibi; non ti dispiaccia.
Alzarti in piedi dopo mangiato: evita il riposino dopo pranzo.
Non trattenere l'orina, e non tenere serrato lo sfintere.
Se seguirai con cura questi consigli vivrai a lungo.>
Scuola Medica Salernitana, Flos Medicinae Salerni, vv.4-7
   Dobbiamo confessare che dopo le letture che si svolgono il lunedì a Strada in Chianti presso la Dispensa di Gregorio Parrini, raramente riusciamo a rispettare i dettami della Scuola Medica Salernitana. Fra i profumi del gelsomino ci siamo inebriati innanzitutto dei racconti di Pierluigi Bacci, “l'Origine”. Sono quindici racconti per quindici profumi. Storie vissute e storie sognate che riportano a odori e profumi significativi, personali e che si legano a quella parte eterna, benché effimera, di ognuno di noi. Niente, infatti, come i profumi hanno il potere di evocarci carezze e presenze, assenze dolorose che restano negli odori degli abiti, nelle pagine sfiorate.
Poi ci sono i profumi dei luoghi insieme visitati, le brezze nel vento, così d'improvviso.
A Firenze lavora un grande “ naso”, così si indicano i maestri profumieri, la Signora Rossella Gatti, che ha partecipato alla serata. Ci ha fatto comprendere quanto lavoro, competenza e professionalità, ci siano dietro all'estrazione , miscelazione, combinazione di un'essenza personalizzata che parte sempre dal profumo della nostra pelle che è una cifra unica: l'essenza si combina e fa del nostro odore un profumo, non modifica il “noi” per un “altro” generico e massificato. Non è nemmeno una questione di stile, ma di personalità e forse di anima.
   Il libro di Pierluigi Bacci è un elegante cartonato tascabile, proprio come tutto ciò che di prezioso abbiamo: il giaggiolo o iris fiorentino non potevano non essere citati. Ancora oggi rifornisce i maestri profumieri in Provenza e io, che vivo tra le cipressete toscane, gli ulivi verde-argento snelli così diversi da quelli liguri o pugliesi, e distese di lavanda e giaggioli oltre i vigneti onnipresenti, mi sento privilegiata fra tanti profumi capaci di spiritualità antica quanto l'origine dell'uomo o gli etruschi che cercarono di catturare i profumi della natura nelle prime bottigliette di vetro, i colori con lo zafferano, flettere la pietra ad arco col segreto dei numeri.
E’ così rassicurante la contemplazione delle buone radici che è il segreto per andare lontano con una sobria sicurezza e dignità. Forse queste serate sono il rinnovare un'identità. Cittadini della bellezza che si raggiunge per sentieri bianchi e personali, assai poco pubblicizzati, ma confidenze di nicchia, piccole case editrici per grandi temi, piccoli produttori per grandi vini profumati che hanno accompagnato l'apericena. Niente a che fare con le grandi distribuzioni: solo insalate degli orti a filiera cortissima, fiori edibili, asparagi selvaggi e frittatine con uova dei pollai di zona e galline che razzolano a terra, olio toscano da olivi le cui chiome curiamo a ogni risveglio, salumi di animali a cinta senese che sono ritratti in così tanti affreschi da stare pure in Chiesa. E poi il pane, il pane toscano, così sciocco per ossequio ai saporiti salumi, così sano da compiacere pure l'antica scuola salernitana. Serate incantevoli che aspettano sempre gli amici: la porta aperta e l'abbraccio festoso sono sempre qui per chi ha naso, gusto e cuore, perché altrimenti la bellezza implode o si disperde.
   Il romanzo Das Parfum - Die Geschichte eines Mörders di Patrick Süskind del 1985 e poi film nel 2006, era sempre nell'aria, durante la nostra conversazione letteraria, forse perché da allora non si è potuto più fare a meno di chiederci se il profumo sia davvero l'odore dell'anima e Grenouille afferma che senza odore non esistiamo. Sicché come dire di mangiare se il nostro cibo è spinto oggi dalle nuove normative a essere senza sapore, senza odore e i formaggi si possono fare senza latte?
   Pensiamo di non esistere senza a odori e senza sapori. Pensiamo che “senza” si perda l'umanità, e umanesimo.
Ma erano solo conversazioni in giardino, fra profumi della piena primavera toscana che lascia il passo all'inizio dell'estate, a sapori di nicchia antichi quanto le nostre rose e la nostra civiltà che tolse per prima la pena di morte, 1786, grazie all'austriaco Pietro Leopoldo così amato in Toscana ancora oggi, e che non l'ha più rintrodotta mascherata. Il nostro territorio è OGM free e Comune è presidio Slow Food, le nostre vigne non utilizzano pesticidi e a ogni filare, ai piedi dell'uva, un roso col suo profumo …

Lorella Rotondi

Nessun commento:

Posta un commento